San Martino castagne e vino!

‘Nitta le sapeva tutte!!!E che ridere! A suon di filastrocche e canticchiando cadenzava lo scorrere delle stagioni, ne aveva una per ogni occasione..e quando arrivava l’11 novembre? Ovviamente c’era il fatidico San Martino castagne e vino! E guai a non assaggiare vino novello e caldarroste! Ma la vera cerimonia qui era la raccolta delle castagne! Salivamo sull’Etna alla ricerca e poi a gara a chi ne raccoglieva di più..Andavamo tutta la famiglia con le nonne e la nonna Angela non la batteva nessuno.. guai poi a tornare senza “puma cola” e origano!;-)

A me toccava “munnari” i castagni” ovviamente..il vino non era mia competenza! Oggi inizio ad interessarmi alla sua produzione casalinga e oggi assaggeremo il vino novello dell’uva che i miei figli hanno pestato coi loro piedini e mio suocero ha imbottigliato. Sarà delizioso accompagnato dalle castagne! Ma perché estate di San Martino e perché festeggiare in questo modo?

L’associazione è molto legata, anche in questo caso, ai cicli dell’agricoltura. In novembre, terminata la raccolta dell’uva e delle olive, l’attività agricola scema naturalmente per qualche tempo. Fino a qualche secolo fa questo periodo corrispondeva con il “trasloco” dei mezzadri: per tutta l’estate avevano abitato le campagne, sotto contratto con il padrone ed era questo il momento di un po’ di “ferie” in attesa di un rinnovo di contratto oppure di un nuovo incarico presso un nuovo fondo. Prima di andare via si riceveva una sorta di “buonuscita” piena di prodotti di stagione: vino e castagne. Naturalmente il vino buono non era ancora fatto e anche per questo si rese necessario studiare un modo per avere un prodotto adatto a essere consumato subito, pronto in poche settimane, ed ecco il vino novello.

Si racconta che Martino ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello e lo condivise con il mendicante. Contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cominciò a cadere più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che il vento si calmò, il cielo divenne sereno e l’aria mite, obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ancor oggi ogni anno. Durante la notte Martino sognò Gesù che lo ringraziava e gli restituiva la metà del mantello, significandogli che il mendicante incontrato era proprio lui in persona. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

C’è anche un aspetto decisamente più folkloristico, secondo cui San Martino sarebbe il protettore dei “cornuti”, dei mariti traditi, e fa riferimento alla sua infedeltà. La leggenda racconta che la sorella di San Martino si sottrasse allo sguardo del proprio marito e del fratello religioso e commise adulterio. Ma c’è anche una spiegazione più mitologica: il Dio della guerra Marte divenne l’amante di Venere, Dea della bellezza. I due amanti furono sorpresi da Vulcano, Dio del fuoco e marito di Venere. Furente dalla rabbia, Vulcano rinchiuse i due amanti in una rete di ferro per mostrare a tutti gli Dei il torto subito e averne comprensione. Libererà poi i due amanti solo grazie all’intercessione di Nettuno.

In Italia cambiano le abitudini da Nord a Sud: c’è chi lascia le castagne ammollo in acqua e vino prima della cottura, chi le serve direttamente affogate in un calice di novello una volta arrostite e chi le cuoce nel vino. Noi con le castagne dell’Etna ci facciamo le caldarroste! Il legame tra castagne e vino è indissolubile e, almeno una volta nella vita, bisogna assaggiare il gusto speciale delle caldarroste arricchite dal profumo del vino rosso!

RICETTA CALDARROSTE

INGREDIENTI

500 g di castagne

mezza bottiglia di vino Novello

PREPARAZIONE

Incidete la buccia delle castagne praticando un taglietto sulla superficie. Mettetele poi nella classica padella per caldarroste, con fori alla base, e fatele cuocere sul fuoco, muovendole continuamente per non farle bruciare. L’ideale sarebbe cuocere le castagne sulle braci, ma se non fosse possibile va bene il fornello di casa. In alternativa, una volta incise, potete cuocerle in forno a 180 °C per circa mezz’ora. Preparate un telo pulito e bagnatelo con il vino novello e, quando le castagne saranno cotte, versatele all’interno del telo. Avvolgetele completamente e lasciatele riposare in un luogo caldo per circa mezz’ora. Potete lasciare il tutto nel forno acceso a 70-80 °C. Trascorso questo tempo aprite il telo e servite subito le castagne.

 

 

 

 

 

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