La crostata arance e cannella!

Adoro qual profumo di cannella misto agli agrumi che facevamo essiccare sulla cucina a legna, fette di arancia alternate alla scorza inebriavano l’ambiente mentre la ‘nitta frullava pezzi di cannella e quell’odore saliva dalle narici e regalava a quei pomeriggi freddi d’inverno un non so che di magico e inebriante.
La ‘nitta qualche giorno prima di fare il suo dolce invernale veniva in campagna da noi a raccogliere le arance, era il frutto che andava per la maggiore, distese di alberi si alternavano a macchie di verde: accompagnavamo sempre la raccolta delle arance alla “cugghiuta dei caliceddi” (verdura tipica delle zone etnee). Nei giorni seguenti spremute e cualiceddi a tavola erano il must!
Ci si sbizzarriva tra confetture, torte e succhi di arancia ma la mia preferita era la ciambella arancia e cannella che qui proporrò nella mia versione di crostata! Spero gradirete!
LA TRADIZIONE
L’arancia amara (citrus aurantius) fu portata in Sicilia dagli Arabi nel corso del VII secolo e fino al XVI secolo furono coltivate solo “arance bionde” ,a scopo esclusivamente ornamentale. Infatti si creavano dei bellissimi ”giardini” ,termine usato ancora oggi a indicare i lembi di terra destinati alla coltivazione delle arance. Una leggenda narra che un giorno il re di Spagna ricevette in dono un alberello di arancio. Entusiasta del piccolo presente, lo fece piantare in giardino per goderne della vista e del suo inebriante profumo. Un giorno, un ambasciatore in visita, passando proprio da quel giardino, rimase colpito dalla bellezza e dall’odore dell’albero e così ne chiese un ramoscello in regalo. Il re, geloso del suo albero, rifiutò la richiesta e l’ambasciatore decise di corrompere il giardiniere con 50 monete d’oro. Il compenso, in futuro, fu utilizzato come dote per la figlia. La giovane, il giorno del matrimonio, adornò i suoi capelli con un ramoscello di fiori d’arancio, fonte della sua fortuna. Da quel giorno, i fiori d’arancio, simbolo di purezza, vennero associati al rito del matrimonio.
LE PROPRIETA’
Le arance rappresentano un’importante fonte di vitamine, soprattutto A e C ma anche B e per il fabbisogno giornaliero di vitamina C basta consumarne 2 o 3 al giorno. Le arance aumentano le difese immunitarie contro virus e batteri quindi direi che per questo periodo storico il loro consumo è consigliatissimo. Prevengono i disturbi cardiovascolari e svolgono un’azione antistress. Le arance rallentano forme degenerative tumorali, grazie alla forte azione antiossidante esercitata nei confronti dei radicali liberi.Infine, assicurano un controllo attivo contro i radicali acidi, che non sono altro che sostanze chimiche tossiche prodotte da un’errata alimentazione.
Tenete presente poi che le arance conviene mangiarle a spicchi, perché metà della pectina di un’arancia si trova nell’albedo, la parte bianca e spugnosa che riveste internamente la scorza. Meglio quindi non essere troppo meticolosi nello sbucciarle, perché mangiando un po’ di pellicina bianca vi assicurerete la giusta dose di questa importante fibra.


LA RICETTA
Ingredienti:
Per l’impasto:
300 gr di farina 00
1 uovo
30 ml di miele di acacia
100 gr di zucchero
Cannella in polvere
Per la farcitura:
10 arance
Zucchero 50% del peso della polpa
Preparazione:
Unite la farina, l’uovo, lo zucchero, il miele, la cannella in polvere e impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Rivestite con pellicola e riponete in frigorifero.
Per la marmellata sbucciate le arance ed eliminate tutta la pellicina bianca che renderebbe altrimenti amara la confettura, aggiungete lo zucchero e frullate. Fate cuocere a fuoco lento per 30 minuti.
A questo punto stendete l’impasto e ricoprite la teglia eliminando la parte in eccesso che utilizzerete per le striscioline. Cospargete la marmellata di arancia sull’impasto e ricoprite con delle striscioline che andranno posizionate a scacchiera.

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