I maccherroni al ferretto per Carnevale

Ho già raccontato del rito della pasta fresca..la ‘nitta era la regina degli impasti ma soprattutto dei maccherroni! A Carnevale non potevano mancare! “Pigghia i tabbarè ca facemu i maccarruni” (prendi i vassoi che facciamo i maccherroni) e iniziava la festa..farina dappertutto, forme e formine e ferretti (fil di ferro sottile) per stendere maccherroni o quello che ne usciva fuori..ci si provava a farli venire col buco ma era un’impresa da professionisti..ricordo che ci ho litigato tante volte con l’impasto prima di vederne uno decente di maccherrone! Ma per noi bambini era un passatempo divertente..coi miei fratelli facevamo a gara ed oggi quando ci riuniamo è capitato spesso di ritrovarci attorno al tavolo a stendere maccherroni ed è già festa! Naturalmente venivano accompagnati da un sugo speciale! La ‘nitta lo preparava la sera prima..”Sono stata sveglia fino alle 3” diceva..Le piaceva cucinare la notte..Lo faceva cuocere almeno 5 ore..  ma la ricetta del sugo speciale di nonna la vedremo più avanti..Apparecchiare la tavola in sala da pranzo col servizio buono, i maccherroni caldi e poi tutti in maschera direzione..Carnevale di Acireale! Questo era il must!

LA TRADIZIONE

Le origini della pasta fresca sono a dir poco curiose: infatti – probabilmente grazie alla facilità nel reperire gli ingredienti – la ricetta si è sviluppata parallelamente e senza influenze reciproche sia in Europa che in Medio Oriente. Del resto questa preparazione era nota fin dai tempi degli antichi greci, soprattutto nella zona della allora Magna Grecia che includeva anche il Sud italia.

Il vero passo in avanti nella preparazione della pasta avvenne nel Medioevo quando il metodo di cottura della bollitura sostituì quello che fino ad allora era stato tra i più utilizzato ossia l’utilizzo del forno. Contemporaneamente in Italia cominciarono a svilupparsi numerose tradizioni locali che si differenziavano le une dalle altre per formato e dimensione.

Del resto lessiccazione della pasta, rese possibile il trasporto via mare anche per lunghe tratte, favorendo l’inizio di un mercato florido che è ancora oggi particolarmente rigoglioso.

LA RICETTA

500 gr di farina di grano duro di timilia

200 gr di farina di maiorca

25 gr di olio

380 gr di acqua

15 gr di sale

Versate la semola di grano duro rimacinata e di maiorca in una ciotola e formate una buca al centro. Versate l’acqua tiepida, l’olio ed il sale nella buca formata e lavorate con una mano fino a quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua. A questo punto versate l’impasto (che non è ancora compatto) sul piano di lavoro infarinato e lavorate impastando per circa 10 minuti, fino a quando avrete ottenuto un impasto molto duro e liscio. Formate una palla, copritela con una ciotola capovolta e lasciate riposare l’impasto a temperatura ambiente per circa un’ora.Trascorso il tempo necessario riprendete l’impasto, che a questo punto risulterà più morbido e più facile da lavorare, e rullatelo con le mani sul piano di lavoro formando un cilindro. Tagliatelo a pezzi e con ogni pezzo formate dei lunghi cilindri grossi più o meno come un mignolo, poi tagliateli a pezzi di 5 – 6 cm.

Appoggiate sopra il ferretto (si può anche utilizzare un bastoncino per spiedini al posto del ferretto) due cilindretti di pasta così formati e premete leggermente in modo che questo penetri quasi completamente nella pasta; chiudete la pasta intorno al ferretto. Appoggiatevi sopra prima il palmo di una mano, poi con entrambi le mani e, esercitando una leggera pressione, fate rotolare il maccherone avanti e indietro fino a quando la pasta non si sia arrotolata intorno al legnetto e allungata. Sfilate quindi delicatamente il maccherone dal ferretto e adagiatelo su una base infarinata o su un panno pulito, facendo attenzione a sistemarlo senza rovinarne la forma. Continuate così fino a quando tutti i maccheroni saranno pronti.

A questo punto potete cuocere subito i vostri maccheroni fatti in casa, oppure potete coprirli con un leggero telo di cotone e lasciarli asciugare fino a 24 ore.
Io di solito li preparo la sera prima, li copro con un telo leggero e pulito e li lascio asciugare fino al giorno successivo.

 

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