In campagna avevamo un albero di cotogne e ogni anno la ’nitta me le faceva raccogliere in questo periodo per preparare la cotognata! Io ne andavo ghiotta..mi piaceva morbida spalmata sul pane col burro! Quei sapori che ami da bimba e che ti accompagnano per tutta la vita! La tradizione di casa voleva che si preparasse su un pentolone! Almeno 15 kg di cotognata chiusa nei barattoli che andava distribuita a tutti i familiari e doveva durare tutto l’anno..in teoria! Nella pratica essendo la mia colazione quotidiana le conserve non arrivavano mai ad una anno! E ci tengo a dire che non ho mai avuto una carie, pur essendo un concentrato di zuccheri! Oggi i miei figli a suon di nutella si ritrovano qualche carietta, ma sto riuscendo a convertirli a questi gusti contadini, semplici e tradizionali. Gli ho propinato la cotognata sotto forma di gelatine, grazie alla ricetta di zio Mario, e devo dire che ha riscosso un certo successo..ecco che ve la ripropongo qui sotto!

Ma prima vorrei raccontarvi un po’ della sua storia!

LA TRADIZIONE

Le mele cototgne sono frutti particolari: grandi e dalla forma irregolare, emanano un profumo molto intenso, ma non vengono mangiate così come sono a causa del loro sapore eccessivamente aspro.

Solitamente si pensa che le mele cotogne siano un ibrido tra le più comuni mele e pere, ma non è così. L’albero su cui nasce questo frutto prende il nome di cotogno: questo appartiene alle Rosaceae, la famiglia botanica di cui fanno parte anche i meli e i peri, ma viene classificato all’interno del genere Cydonia, una sottocategoria di piante molto diversa.

Il cotogno ha una storia molto antica: coltivato già da Babilonesi e Greci, è tra gli alberi da frutto che l’uomo conosce da più tempo. Diffusosi poi in tutta l’Asia Minore e nel Caucaso, spuntò infine anche in area Mediterranea. Tra i paesi in cui il cotogno trova un terreno molto fertile per mettere radici, l’Italia, dove capita di trovare anche alcune zone in cui questi alberi crescono spontaneamente.In Italia le famiglie contadine per lungo tempo hanno utilizzato le mele cotogne come profumatori per i loro armadi, fino a quando non hanno pensato di cuocerle unendole allo zucchero per neutralizzarne il sapore acre. Ecco che nasce la cotognata, un particolarissimo tipo di marmellata di mele dalla consistenza soda, nata nelle cucine contadine e diventata una vera e propria ricetta della tradizione italiana. Le mele cotogne sono conosciute per avere proprietà benefiche in caso di disturbi intestinali: già nel Medioevo e nel Rinascimento, i medici consigliavano l’assunzione del succo di questo frutto in caso di fastidi enterici. Da cruda la mela cotogna è ricca di vitamina C, sostanza che però viene dispersa durante la fase di cottura della cotognata. Questo goloso dessert rimane in ogni caso ricco di fibre!

LA RICETTA

INGREDIENTI

  • 1,5 kg di mele cotogne (1 kg netto)
  • 1000 gr di zucchero
  • 500 gr di zucchero di canna
  • acqua
  • 1 limone
  • olio di oliva extravergine

PREPARAZIONE

Iniziate a pulire le mele strofinandole per eliminare loro la peluria, poi tagliatele a spicchi senza sbucciarle ed eliminate il torsolo.
Tagliate ora le mele a cubetti regolari

Man mano che le tagliate mettetele in una ciotola con il succo di limone.
Trasferitele quindi in una pentolina con l’acqua e fatele cuocere per 30 minuti rigirandole di tanto in tanto.

Recuperate la polpa passando le mele col passaverdure.
Mettetela quindi in un pentolino con zucchero e zucchero di canna.

Cuocete per altri 30 minuti, facendo addensare la polpa. Il composto sarà buono quando, prendendone una cucchiaiata, questa non cadrà.
Trasferitela quindi negli stampini oliati, oppure in un contenitore rettangolare, e fate raffreddare per due giorni. Tagliate a quadretti e rotolate nello zucchero in modo da creare delle caramelline.

La vostra cotognata è pronta per essere gustata in gelatine.

Mia nonna la deponeva nelle “furmine”, erano piccoli contenitori in terracotta con alla base dei rilievi che davano alla cotognata forme e disegni diversi.

Se invece si desidera preparare la marmellata bisogna aggiungere il quantitativo di zucchero pari al 50% del peso delle cotogne ed eseguire lo stesso procedimento qui sopra descritto.

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